01.02.2009 Spazi teatrali a Castiglione della Pescaia
Realizzare un teatro su un porto-canale, che in parte penetra e lambisce un tessuto storico, ha subito riportato l'attenzione alle parole di Vitruvio quando descrive il porto di Alicarnasso, l'attuale Bodrum in Turchia (Libro II, Capo VIII): "…, ed avendo ravvisato in Alicarnasso un luogo naturalmente fortificato, opportuno al commercio, e comodo per un porto, ivi edificò la sua reggia. Ha quel luogo una curva simigliante ad un teatro: nel fondo, lungo il porto, è situato il Foro: nel mezzo della recinzione e della curva, verso l'alto, avvi una piazza di assai ampia grandezza, …".
Quindi, fin da subito, era presente l'idea di realizzare un impianto che potesse fornire una configurazione tale da rendere possibile lo svolgimento di uno spettacolo all'aperto in cui il porto e il paese divenissero la scena naturale, una quinta fissa.
Contemporaneamente ho interpretato la struttura del borgo medioevale, come un teatro naturale costituito al culmine dal castello in posizione dominante, dalle sottostanti abitazioni disposte lungo vicoli paralleli sul lieve pendio come una gradonata e dall'arcipelago che racchiude questo tratto di mare; inoltre l'antropizzazione della collina acquista un certo dinamismo coincidente con la direzione dell'asse del porto.
È un paesaggio particolare, poiché il paese è compresso e circondato da due ambienti così vicini e così diversi: il mare e il padule (antica palude).
Questo singolare sistema sembra essenzialmente descritto da Calvino quando
racconta la città di Despina (Le città invisibili): "In due modi si raggiunge Despina: per nave o per cammello. La città si presenta differente a chi viene da terra e a chi dal mare. […] Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone; e così il cammelliere e il marinaio vedono Despina, città di confine tra due deserti." Per un viaggiatore, il paese è quindi un punto di partenza, o un punto di arrivo, oppure semplicemente rappresenta una soglia per un radicale cambiamento nel paesaggio.
Riassumendo schematicamente, gli elementi chiave del progetto sono: Vitruvio, il porto come spazio teatrale; la conformazione del borgo medioevale sulla collina; l’asse del canale ovvero asse lungo la quale avviene il cambio di paesaggio, e il mare con tutte le sue isole.
Inizialmente il progetto materializza un gesto spontaneo: un elemento cuneiforme proteso verso il mare.In realtà i teatri sono due, di cui uno all’aperto e l’altro al chiuso. Le strutture emergenti coperte constano di due edifici, poi un vasto spazio all’aperto, disposto su varie quote, è articolato in percorsi, piazze e aree per la fruizione.
Lo spazio all'aperto è accessibile attraverso due percorsi lievemente inclinati, di cui uno diparte dal ponte verso il mare, mentre l'altro ha la stessa direzione ma verso contrario, entrambi sono collocati ai margini dell'intervento e sono posizionati tangenzialmente rispetto ai due edifici; le parti principali dello spazio all'aperto sono tre: il palcoscenico per gli eventi all'aperto, la gradonata per gli spettatori, la parte rialzata che si affaccia sul mare. Il palcoscenico sul porto, è posizionato ad una quota leggermente inferiore al molo ed è definito da un basso edificio costituente una sorta di scena fissa e dalla gradonata.
Questo spazio, può essere temporaneamente collegato mediante un pontile galleggiante al centro del paese.
La gradonata si divide longitudinalmente in due parti, ciascuna delle quali è messa in relazione con uno dei due edifici principali. Tra le due parti della gradonata, è ricavato un corridoio di accesso al corpo interno della struttura.
La gradonata, va inoltre a raccordare la quota del suddetto palcoscenico all'aperto con quella del piano rialzato. Le strutture coperte sono destinate una alla sala di rappresentazione e l'altra ai servizi. L'idea dell'effetto di scambio, sopra descritto, tra terra e mare, tra brezze e tra paesaggi agisce in particolar modo nella struttura emergente, poiché la divide in due elementi (come due rocce) slittati tra loro.
Lo slittamento determina due spazi contrapposti nel piano rialzato, allineati però verso la vicina isola del Giglio. Tramite lo slittamento, i due blocchi acquistano una certa dinamicità, che si è cercato di replicare nel loro volume, definendo in modo obliquo e contrapposto i profili di copertura: uno è rivolto verso il mare, l'altro invece verso terra. Un gesto di scambio di passaggio similare è possibile ritrovarlo nelle due barche tirate a secco, slittate e contrapposte disegnate
da Memo Vagaggini nel 1939, nel quadro che rappresenta l'area di progetto, dal titolo
"Porto di Castiglione della Pescaia". Nel complesso, le varie parti che costituiscono l'impianto del progetto seguono e dipendono dall'asse longitudinale del porto, ad eccezione di una lieve rotazione verso il mare che subisce l'edificio minore. L'edificio più piccolo, inoltre, collocato verso levante, al piano rialzato contiene vari servizi (ristorante, cucina, bar, servizi igienici)
e un secondo accesso al corpo interno.
L'edificio più grande contiene esclusivamente la sala per lo spettacolo coperto. Superati gli ingressi troviamo un vasto foyer, contenente la biglietteria, il guardaroba, un bar e una loggia che si affaccia sul canale, orientata verso il borgo medioevale. Dal foyer è possibile accedere anche ad una piccola sala polivalente. La platea del teatro, suddivisa in tre settori, può contenere circa 504 persone. Infine adiacente al palcoscenico, un ulteriore spazio può essere utilizzato come deposito di scene, seguono un laboratorio per i costumi e i camerini.
Questi spazi, oltre a quelli per il personale addetto alla gestione della struttura, si affacciano sul prospetto di levante, al quale hanno accesso diretto.
Dall'esterno è possibile salire sopra entrambi gli edifici, le cui coperture ugualmente inclinate, ma contrapposte portano il visitatore ad affacciarsi rispettivamente verso terra o verso il mare.
• AA.VV., Castiglione della Pescaia studio di un borgo medioevale, (Quaderni dell'amministrazione provinciale di Grosseto), s.l, 1967.
• AA.VV., Tadao Ando 1983 2000, (El Croquis), Madrid, Asociaciòn de Editores de Madrid, 2000.
• AA.VV., Rafael Moneo 1967 2004, (El Croquis), Madrid, Asociaciòn de Editores de Madrid, 2004.
• AA.VV., Alvaro Siza 1958 2000, (El Croquis), Madrid, Asociaciòn de Editores de Madrid, 2007.
•AA.VV., Theater, (Global Architecture), Tokyo, Edita, 2006.
• Daniele Abbado; Antonio Calbi; Silvia Milesi, Architettura & Teatro, Milano, Il Saggiatore, 2007.
• Danilo Barsanti, Castiglione della Pescaia Storia di una comunità dal XVI al XIX secolo, Pisa, Edizioni ETS, 1996.
• Italo Calvino, Palomar, Verona, Mondadori Editore, 2006.
• Italo Calvino, Le città invisibili, Trento, Mondadori Editore, 1999.
• Enrico Collura; Stefano Innocenti; Mario Innocenti, Comune di Castiglione della Pescaia: briciole di storia, Siena, Editrice Innocenti, 2002.
• Enrico Crispolti; Eliana Princi, Memo Vagaggini, Milano, Charta, 1994.
• Claudio B. Curri, Vetulonia, (Forma Italiae), Firenze, Olschki Editore, 1978.
• Marc Dubois, Alvaro Siza, (Motta architetture), Milano, Federico Motta Editore, 1996.
• Pierluigi Fiorentini; Giuseppe Nannerini, Teatri e auditori, (quaderni di architettura dell'alce), Roma, Edilstampa, 2004.
• Francoise Fromonot, Jorn Utzon architetto della Sydney Opera House, (Documenti di architettura), Milano, Electa, 1998.
• Le Corbusier, Verso una Architettura, V edizione, Milano, Longanesi, 2007.
• Rafael Moneo, Costruire nel costruito, (Conferenze "Roberto Gabetti"), Torino, Umberto Allemandi & C., 2007.
• Rafael Moneo, Inquietudine teorica e strategia progettuale nell'opera di otto architetti contemporanei, (Architetti e Architetture), Milano, Mondadori Electa, 2005.
• Rafael Moneo, La solitudine degli edifici e altri scritti I, (I testimonidell'architettura), Torino, Umberto Allemandi & C., 2004.
• Rafael Moneo, La solitudine degli edifici e altri scritti II, (I testimoni dell'architettura), Torino, Umberto Allemandi & C., 2004.
• Gabriele Morolli (a cura di) , L'architettura di Vitruvio nella versione di Carlo Amati (1829-1830), (Saggi e documenti), Firenze, Alinea, 2004.
• Marino Narpozzi, Teatri architetture 1980-2005, Milano, Motta architettura, 2006.
• Mario Rosadoni, Castiglione della Pescaia presenza francescana nel medioevo, Assisi, Tipolitografia Porziuncola S.Maria degli Angeli, 1994.
• Giorgio Simoncini, Sopra i porti di mare il trattato di Teofilo Gallaccini e la concezione architettonica dei porti dal rinascimento alla restaurazione, (L'ambiente storico), Firenze, Olschki editore, 1993.
• Alvaro Siza, Immaginare l'evidenza (Città architettura design), Bari, Laterza, 1998.
• Francesco Venezia, Architetture in Sicilia 1980-1993, Napoli, Clean, 1993.
• Francesco Venezia, Francesco Venezia le idee e le occasioni, (Documenti di architettura), Milano, Mondadori Electa, 2006.
• Francesco Venezia, Scritti brevi 1975-1989, Napoli, Clean, 1990.
• Robert Venturi, Complessità e contraddizioni nell'architettura, VII ristampa, Bari, Edizioni Dedalo, 2005.
• Paolo Zermani, Identità dell'architettura I, Roma, Officina Edizioni, 2002.
• Paolo Zermani, Identità dell'architettura II, Roma, Officina Edizioni, 2002.
• Peter Zumthor, Atmosfere, (Architetti e architetture), Milano, Mondadori Electa, 2007.
• Peter Zumthor, Pensare architettura, (Architetti e architetture), Milano, Mondadori Electa, 2007.
Articolo pubblicato su Architetture Grosseto N°6/09, Pisa, Edizioni ETS, Febbraio 2009.